Il bitto viene prodotto esclusivamente nei mesi estivi, e per lo più con tecniche antiche e prettamente artigianali, nelle malghe o nei calècc, ricoveri di pietra sprovissti di tetto e quindi, ricoperti, all'occorrenza, con teli.
Con l'invecchiamento, che può giungere fino a 10 anni, la pasta diventa più compatta e dura, il colore giallo oro, il sapore più forte e aromatico, qualche volta piccante.
La stagionatura, che inizia sempre nelle casere d'alpe e viene poi ultimata nei magazzini di fondovalle, non è mai inferiore ai 70 giorni.
Zona di produzione: tutta la provincia di Sondrio, in particolare la Valtellina e, in provincia di Bergamo, i territori dei Comuni di Averara, Carona, Cusio, Foppolo, Mezzoldo, Piazzatore, Santa Brigida e Valleve.
Crosta: sottile, di colore giallo paglierino che imbrunisce col tempo.
Pasta: si presenta giallognola, compatta, con rada occhiatura ad occhio di pernice.
Stagionatura: da un minimo di 70 giorni, può raggiungere anche i 10 anni.
Il peso può variare dai 15 ai 25 Kg.
Ingredienti: latte, caglio e sale.
Per l’uso quotidiano, si consiglia di conservarlo in frigorifero nello scomparto meno freddo, avvolto nella carta d’acquisto o in carta d’alluminio.
Il Bitto DOP ha ricevuto il certificato DOP nel 1996.